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Dappertutto io ritrovavo il mio Dio; e tutto, a Lui mi portava.

Benvenuti nel sito

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Madre Angelisa Spirandelli, Superiora Generale
Un cordiale saluto a quanti si accosteranno al nostro sito web preparato con gioia e passione nell’intento di far conoscere l’Istituto di Nostra Signora del Carmelo, il suo Carisma specifico nell’ambito della grande Famiglia Carmelitana.
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Giovani

GIOVANI

Sull’esempio della beata Maria Teresa di Gesù continuiamo la nostra attenzione e cura per una formazione umana e cristiana dei giovani. Riteniamo di poter offrire ai giovani non risposte preconfezionate, ma essere punti di riferimento, compagni di viaggio, dita puntate verso la persona di Gesù, aiuto a pensare la verità e il senso della vita. Oggi rendiamo ancora più vivo e attuale il nostro carisma offrendo:

• una carica di novità, un profondo coinvolgimento della nostra persona e del nostro cuore;

• rischiando il nostro “sentire “ con i giovani, con le loro paure, solitudini, incertezze, bellezze, speranze;

• accogliendo e sostenendo chi è solo;

• la Parola di Dio, la preghiera, l’accompagnamento spirituale che sono i cardini del nostro apostolato diventano per i giovani che incontriamo impegno esplicito nei loro confronti, offerta nella collaborazione con le diocesi, le parrocchie, le associazioni, i gruppi, il sociale.

Siamo perciò pronte ad aprire le porte del cuore e delle nostre comunità a tutti, perché anche noi come Maria, Sorella e Madre dei Carmelitani sappiamo accogliere, meditare e incarnare la Parola di Dio nella nostra vita e così rivelare la buona Notizia di Dio.

PROGETTO DI PASTORALE GIOVANILE dell’Istituto di Nostra Signora del Carmelo
CHI SONO QUESTI GIOVANI?

Ci sono tanti modi di leggere il mondo giovanile. L’umanità vive oggi un periodo nuovo della sua storia caratterizzato  da profondi e rapidi mutamenti che progressivamente si estendono a tutto il pianeta.
Provocati dall’intelligenza e dall’attività creativa dell’uomo, si ripercuotono sull’uomo stesso, sui suoi giudizi e sui desideri individuali e collettivi, sul suo modo di pensare e d’agire, sia nei confronti delle cose che degli uomini che si ripercuotono anche sulla vita di fede.
Viviamo in una società in cui i giovani si sentono delle “comparse” e non dei protagonisti. Sono considerati solo potenziali clienti, essenzialmente come oggetto di marketing, subiscono una sfiducia generalizzata da parte degli adulti; nutrono l’aspirazione ad assumere dignità di cittadini e ad avere un posto nella società.
“L’educazione dei giovani, di qualsiasi origine sociale, deve essere impostata in modo da suscitare persone di forte personalità, come è richiesto fortemente dal nostro tempo. Ma a tale senso di responsabilità l’uomo giunge con difficoltà se le condizioni di vita non gli permettono di prendere coscienza della propria dignità e di rispondere alla sua vocazione, prodigandosi per Dio e per gli altri” (Gaudium et Spes n.31).

IL VANGELO DELLA CARITÁ È IL FONDAMENTO E L’ORIZZONTE DEL CAMMINO FORMATIVO DEI GIOVANI

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1 – Prospettiva positiva
È necessario vedere i giovani come promessa e non come problema. I giovani sono testimoni di una esigenza radicale molto più forte rispetto agli adulti; sono portatori di un’esigenza di trasparenza molto immediata e molto rilevante, e spesso sono in contrasto con una vita che facilmente si adagia ai compromessi e omologazioni al sistema. I giovani sono portatori di una certa utopia che è richiamo ai valori e ideali cristiani.
2 – Annuncio e chiamata  all’incontro con Cristo e con i fratelli
La crescita di ogni giovane non è un caso biologico, ma è una risposta ad una chiamata che coinvolge in progetto pensato per ciascuno di noi.. C’è in ogni giovane un tesoro nascosto, una perla, il segreto della sua vita, che va scoperto, portato alla luce e realizzato in pienezza.
Essere felici è far diventare realtà ciò per cui ciascuno è fatto, apprezzato, pensato, sognato da Dio.
Essere giovani è mettersi alla ricerca del sogno di Dio, impresso nella vita, continuare a convertirsi nella costruzione di una relazione piena con Lui. Essere chiamati non significa essere destinati, ma sapere che c’è un incontro decisivo nella vita di ciascuno tra l’amore grande di Dio e la libertà e la fantasia di ogni giovane. Nell’incontro con Gesù il giovane può vedere emergere la verità della sua vita, è Lui che chiama, che legge nel cuore e colma oltre ogni immaginazione la sete di vita e di felicità.
3 - La Chiesa come “casa accogliente”
È fondamentale riscoprire la Chiesa, la parrocchia, la comunità religiosa come “casa accogliente”.
Una Chiesa capace di ascolto e di relazioni sincere per un rapporto non banale; una Chiesa capace di far sentire i giovani delle persone libere, responsabili e protagonisti, una Chiesa che accoglie e abbraccia tutti con tenerezza e amore.
La Chiesa come “casa accogliente” deve far sperimentare concretamente la realtà del perdono, come dimensione indispensabile della comunione, dell’affetto, dell’amicizia e della ricchezza del dialogo fra le generazioni.
4 – Offrire luoghi e spazi nelle nostre comunità religiose
Le nostre case sono aperte ai giovani e abitate da sorelle che sanno offrire:

• luoghi di accoglienza dove si possono incontrare persone amiche, capaci di affiancarsi per camminare insieme sulle strade del mondo;

• luoghi in cui poter riflettere e pregare insieme con l’intenzione di stare insieme nello stesso spazio che noi occupiamo e nel quale con loro muoviamo passi di ricerca. Comunità religiose dove i giovani possano ritrovare la gioia di vivere e la speranza per un futuro migliore.

5 – Giovani testimoni e annunciatori del vangelo con la vita
É importante chi giovani si impegnino ad essere i primi testimoni e annunciatori del Vangelo a tutti gli altri giovani, appartenenti al proprio mondo di amici, ma anche oltre ogni confine di nazione, lingua, razza, religione.

IL CARMELO: PREGHIERA E SERVIZIO

A fondamento del progetto di vita carmelitana si pone come assoluto dell’esistenza: Gesù Cristo. Dunque non un fare, ma prima di tutto un essere. Il progetto è proposto a delle persone e si pone come itinerario di crescita di tutta la persona all’interno di una comunità nella vita ordinaria.
Come cristiani siamo chiamati a mettere Cristo al centro della nostra vita e cercare il suo progetto nella nostra vita. In questo la spiritualità carmelitana non costituisce una novità.
1 - L’origine dell’Ordine Carmelitano
si riallaccia a un gruppo di fedeli cristiani che si situa al Monte Carmelo in Terra Santa, all’epoca delle Crociate, verso la fine del secolo XII. In questo periodo abbiamo una situazione di grande fervore spirituale in questa regione della Terra Santa già meta di pellegrinaggi nell’AT.
Il Monte Carmelo è il luogo dove il profeta Elia condusse vita eremitica e si confrontò con i profeti delle divinità pagane circostanti. La sua vita e testimonianza divennero una  parte importante degli eremiti che vennero a vivere qui. Il periodo è caratterizzato dai:

Pellegrinaggi nei luoghi sacri, che venivano chiesti come penitenza per l’assoluzione dai peccati, oppure per scelta volontaria. Il pellegrino realizza il concetto cristiano di provvisorietà, vive i valori della povertà, della mendicità e della itineranza: la realtà dell’espatriazione, di conseguenza si trova fuori da qualsiasi classe sociale, privo delle sicurezze sociali,  senza diritti civili. Egli esprime un aspetto del cristiano alla ricerca della patria celeste che non ripone le sue sicurezze in questa vita.
L’eremitismo Un’altra realtà presente nel Monte Carmelo è l’eremitismo. L’eremita viveva in una grotta naturale o artificiale o in una cella. La sua spiritualità è una ricerca continua della comunione con Dio attraverso la meditazione della sua Paola e la preghiera.
Antichi resti del primo insediamento carmelitano sul Monte Carmelo-Palestina
I cavalieri crociati - In quest’epoca, molto travagliata per la  Terra Santa, assumono un ruolo importante i cavalieri crociati. Si ritiene che ci fosse la presenza di ex-crociati sul MC che preferirono la lotta contro il male con le armi spirituali alle armi da guerra.

2 - Come realizzare la centralità di Cristo nella nostra vita sull’esperienza carmelitana?

La preghiera è il momento privilegiato di comunione con Dio e la ricerca del silenzio, Dio parla nel silenzio. La parte migliore del Carmelo è questa: la contemplazione, vedere le cose con gli occhi di Dio come le vedrebbe lui, fare un esame di coscienza per poter  migliorare e conformarsi sempre di più alla sua volontà.
La lectio divina ovvero “la preghiera della parola di Dio” che ci permette di conoscere la sua volontà e ci sprona alla continua conversione.

L’Eucaristia, ci mette direttamente in comunione con Dio, senza questo sacramento non avremmo le forze in noi stessi di fare progressi nella sequela; fortifica la comunione nei membri di una comunità.

11.jpgLa vita attiva dell’apostolato, non si potrebbe parlarne senza i primi due elementi, sarebbe una forma di attivismo. Ma l’apostolato, di qualunque genere sia, deriva sempre dalla comunione con Dio ed è sostenuto dalla preghiera e dai sacramenti. Per essere strumenti di Dio. La spiritualità carmelitana si focalizza molto più sull’essere, sul cammino di sequela, piuttosto che sul fare visto sempre come un servizio (dall’evangelizzazione all’assistenza dei malati etc).
La comunità - Con la Regola i Carmelitani hanno assunto la fisionomia di comunità. E’ la comunità infatti quello spazio in cui il mio rapporto personale con Dio (che coltivo nella solitudine) raggiunge la sua pienezza, attraverso la vita relazionale. La famiglia, la comunità civile, la comunità religiosa sono i luoghi dove esprimo  la mia conformazione a Cristo facendo miei i suoi sentimenti: disponibilità, accoglienza, perdono, gioia, condivisione, speranza, vivo il comandamento della carità. Soltanto nella vita di relazione posso verificare me stessa ed è un’opportunità di crescita umana, di confronto, di arricchimento.

INSIEME PER SERVIRE
Il servizio della Parola di Dio
Le Suore promuovono gruppi che si dedicano alla conoscenza e meditazione della Parola di Dio, curando in particolare la lectio divina e promuovendo itinerari di formazione biblica aperti al territorio.
Il servizio della Preghiera
Al Carmelo la preghiera assorbe tutto l’essere affinché la Parola di Dio diventi vita che si irradia nella testimonianza di una fraternità quotidiana verso tutti.
Il servizio della Solidarietà
Non mancano nel Carmelo figure esemplari di solidarietà con gli ultimi. Pensiamo ai Patroni dell’Ordine Carmelitano: Maria di Nazareth, contemplata come donna umile, capace di camminare con i poveri della terra o ad Elia profeta, contemplato come uomo della solidarietà per la promozione della giustizia. Promuoviamo la presa di coscienza dei problemi della giustizia, dei diritti violati e forme di volontariato.
Il servizio dell’Accoglienza
Lo stile di vita carmelitana delinea una fraternità aperta al mondo con uno stile di accoglienza premurosa e di disponibilità, il cui motivo biblico ispirante evoca l’ospitalità accogliente di Abramo che siede all’ingresso della tenda e si rifà all’accoglienza della prima comunità di frati verso i pellegrini in visita al Monte Carmelo
L’ospite, l’estraneo, nel Vangelo viene chiamato da Cristo il mio prossimo, il mio fratello, non più lo straniero, l’estraneo che non mi riguarda, nei cui confronti non sono responsabile. L’uomo in difficoltà mi invita a diventare suo prossimo. L’amore universale conserva così un carattere concreto: si manifesta nei confronti di ogni uomo che Dio pone sulla mia strada.

                                                       Il servizio della Pace
La prima comunità del Carmelo ha voluto redigere nella Regola un capitolo dedicato alla lotta contro il male con le armi spirituali.
È auspicabile la formazione di gruppi che  abbiano momenti di preghiera per la pace; promuovendo momenti di formazione e di informazione su problematiche riguardanti la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato.
Il servizio del Dialogo interreligioso
Si sa che il Carmelo è nato in Terra Santa, luogo dove sono presenti le tre religioni monoteiste: Cristianesimo, Ebraismo, Islam. Il dialogo ecumenico e interreligioso è una delle priorità per la Chiesa del nostro tempo. Promuoviamo la formazione di gruppi che curino momenti di preghiera ecumenici, promuovendo momenti di formazione all’ecumenismo e alla conoscenza delle altre religioni.
 


Contattaci - sr.walentyna-carmel@wp.pl

 

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