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La Fondatrice
Maria Scrilli nasce a Montevarchi, provincia di Arezzo, il 15 maggio 1825, da genitori benestanti i quali vollero dare alle loro due figlie una buona formazione culturale, morale e cristiana.
Era dolce, amabile, di bella presenza, vivace di carattere che fu represso e domato da un istintivo ascetismo prima e dalla malattia poi; fu di natura mite, assetata di verità e di pace, aperta al divino fin dalla fanciullezza.
Non accettava la mediocrità, ma cercava sempre ciò che le sembrava migliore, il più perfetto.
Non amava i compromessi, le mezze misure, ma controllava le sue azioni e faceva le sue scelte guidata sempre dalla volontà di Dio, luce del suo cammino.
Per rispondere alla chiamata divina all'età di 22 anni entrò nel monastero carmelitano di S. Maria Maddalena de' Pazzi in Firenze, ma capì subito che il Signore non la voleva monaca, ma nel mondo per “condurre anime a Dio”.
Si fece terziaria carmelitana e, tornata in famiglia, cominciò l'opera educativa per le fanciulle povere del paese.
Nel 1852 fu chiamata a dirigere le Scuole Normali di Montevarchi e il 15 ottobre 1854 con le sue prime compagne indossò l'abito del Carmelo, dando così inizio all'Istituto e prendendo il nome di Maria Teresa di Gesù.
Profondamente legata alla spiritualità carmelitana, anche gli inizi dell'Opera e le Regole da lei scritte furono improntate su di essa.
Così anche lo spirito di contemplazione che la pervadeva, di riparazione, di unione con Dio sono in linea con le esperienze delle anime contemplative carmelitane.
Una caratteristica della sua santità è l'adesione a Dio nell'arduo cammino della croce, che, ella dice, non l'abbandonò mai. Desiderio di interiore purificazione, dolore per i peccati del mondo e per quanti si allontanavano dalla fede, la spingevano ad una preghiera sempre più intensa, al sacrificio e ad una vita disposta a tutto soffrire per Cristo.
Donna “debole” della debolezza del Crocifisso, ma forte della fortezza del Risorto può essere modello per tante donne cristiane in una società come la nostra in cui si va rivalutando un sano femminismo.
Grandissima fu in Madre Maria Teresa la devozione alla Madonna che chiamava “mia cara Mamma”. Ed è proprio questa “presenza mariana” che la introduce nella mistica della Passione, tanto che l'amore a Maria le fece dolce il patire.
Grande fu anche la devozione alla Santissima Eucaristia che frequentemente visitava durante il giorno e con la quale si intratteneva a lungo in adorazione profonda.
Le sofferenze fisiche e morali minarono il suo corpo, non lo spirito. La soppressione dell'Istituto prima, il vedere al termine della sua vita terrena il numero esiguo di suore, non fecero che aumentare la fede in quel Dio che aveva promesso ad Abramo (Gn 12,1) una numerosa discendenza dalla sterile Sara (Gn 15,5; 18, 9-14).
Ella fu sempre convinta che Dio stesso avrebbe provveduto a mandare "operai" nell'Opera da Lui voluta.
Quando capì che i suoi giorni terreni stavano per finire, si preparò alla morte con serenità, conformandosi come sempre alla volontà di Dio che la chiamò a sé il 14 novembre 1889, giorno in cui il Carmelo festeggia tutti i suoi Santi.
Il 20 dicembre 2003 il Santo Padre ha riconosciuto le virtù eroiche da lei vissute. L’8 dicembre 2006 a Fiesole si è celebrato il rito di Beatificazione.
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